Perché corsi di laurea al Santa Corona?Oggi in 250 tutti su Genova e pendolarismo.E 1990 lo sviluppo corre sui binari, invece no


L’Ospedale di Pietra Ligure, purché ritorni ad avere la generosa dotazione che aveva in passato potrebbe benissimo ospitare un corso di laurea in Medicina e Chirurgia, ora che né a Savona, né ad Imperia vi è possibilità alcuna di ascoltare le lezioni, con indubbio vantaggio anche per gli allievi: è quanto mai curioso vedere circa 250 posti tutti su Genova, per poi dividere gli allievi in tre canali, quando questi potrebbero evitare di sobbarcarsi pendolarismo giornaliero o settimanale quale esso sia ed essere ridistribuiti sugli Ospedali dei Capoluoghi di Provincia e sul citato Santa Coro0mndi Pietra Ligure.

L’autore dell’articolo Roberto Borri è medico ed ingegnere

La deaziendalizzazione dovrebbe riguardare tutto il mondo della Sanità, poiché questa si prefigge il nobile scopo di servire l’Uomo nella sua condizione di malattia o, comunque, di debolezza e non già quello del profitto privato, peggio che mai di investitori collegati al mondo bancario e finanziario: ogni riferimento all’azienda è ignobile e financo la stessa parola andrebbe eliminata quando si parla di Ospedali o di Strutture sanitarie in genere.
Nell’articolo, così come anche in altra sezione di questo numero, compaiono le ennesime voci che reclamano altre autostrade in Liguria, volendo puntare su di un trasporto poco o punto sostenibile come quello su gomma: gli autocarri in servizio internazionale (T. I. R.) non debbono essere agevolati con nuove autostrade, bensì debbono scomparire dalla circolazione, salvo percorsi in affluenza e defluenza rispetto alla ferrovia o su tratte da questa non servite e lo stesso dicasi per gli autobus sul fronte viaggiatori.

L’illustre collega ing. Sibilla ha redatto un valido avanprogetto per collegare su ferro Albenga con Garessio, località da cui si può prosegure verso Ceva con la ferrovia esistente, di cui sarebbero certamente da salutare con plauso eventuali migliorie.

Da Borghetto Santo Spirito a Predosa, una volta raggiunta Savona, ci sono ben tre itinerari validi: uno passante per San Giuseppe di Cairo, Acqui Terme ed Alessandria, uno che percorre parzialmente il percorso sopra descritto, distaccandosene ad Acqui Terme per procedere in direzione di Ovada ed, infine, uno che passa per Genova e, da lì, raggiunge Ovada. Anche qui, specie sulla linea del Cadibona, della Val Bormida e del Turchino, vi sono ampi spazi per migliorare la situazione attuale. Parimenti senza senso la proposta di un’autostrada sotto il Colle di Tenda, esistendo già la ferrovia voluta dall’On. Biancheri ed anch’essa meritevole di ben altra considerazione.

Roberto Borri

 


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