Nemici delle donne omofobi, antiabortisti, Verona vi aspetta


Ci siamo cascati. Non era vero che il governo di Salvini (chiamiamolo per quel che è) irrideva le politiche della sinistra, così orientate sui diritti civili, i migranti, la parità, perché “la gente solo due cose vuole: qualche soldo in tasca e sicurezza”. Non era vero niente: ci pensano eccome ai diritti civili. Ad altri, però. Quelli che (erroneamente) definiamo da Medioevo (che nel Medioevo non erano così gretti): no al divorzio, no all’aborto, no alle donne tra i piedi. Del resto anche quel “prima gli italiani”, l’idea di una società chiusa, sprangata, sprangate in casa le donne, non era già la base di una filosofia del diritto che annulla tutte le conquiste del secondo Novecento?

Il 29 marzo a Verona si celebrerà in pompa magna, versione mondiale, con i ministri italiani Salvini, Fontana e Bussetti in prima fila, la festa di questa nuova filosofia di un’Italia che cambia. E che volta le pagine all’indietro, le riporta al Codice Rocco, al delitto d’onore e all’onore della famiglia che le donne vogliono turbare, alle case chiuse. Si chiama proprio “Il vento del cambiamento: l’Europa e il movimento globale pro-family” questa kermesse del WCF dove sfileranno tutti i nemici di ogni idea di inclusione, condivisione, tolleranza. I nemici delle donne, della comunità Lgbt, dei diritti civili così come li abbiamo intesi fino ad oggi.

L’invito alla conferenza con il logo del governo

 

Il diritto della “famiglia”, nella città che prima ha stabilito – non potendo abrogare autonomamente una legge di stato, la 194 – che finanziava le associazioni antiabortiste. Nella città del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana, che così gioca in casa invitando i “pezzi forti” del movimento pro-family internazionale, dal presidente moldavo Igor Dodon (“Non ho mai promesso di essere il presidente degli omosessuali, avrebbero dovuto eleggere il loro presidente”, ha affermato secondo quanto denunciato da Amnesty international), al  ministro per la Famiglia ungherese Katalin Novak, a Theresa Okafor, l’attivista nigeriana che voleva criminalizzare le relazioni tra persone dello stesso sesso. Questi sono i leader del movimento, di cui si parla in questi giorni come presenze alla kermesse, anche se alla voce “relatori” la pagina ufficiale del WCF appare desolantemente bianca.

“Annunciamo azioni legali nei confronti di quanti infangheranno il Congresso di Verona e i suoi partecipanti – hanno infatti avvertito gli organizzatori –. Le tematiche principali che saranno affrontate durante la kermesse saranno la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, l’ecologia umana integrale, la donna nella storia e la sua salute e dignità, la crescita e crisi demografica, la tutela giuridica della Vita e della Famiglia, le politiche aziendali familiari e la natalità, con il solo obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e istituzioni per affermare, celebrare e difendere la famiglia”.

Il manifesto pro-family

Ma resta un fatto: che il WCF è stato segnalato da organizzazioni per i diritti civili con la dicitura di hate group”, un gruppo dell’odio, come ha scritto Jennifer Guerra in una documentata inchiesta su The Vision. Giornalista ricoperta di insulti e messaggi d’odio al pari dell’onorevole Pd Giuditta Pini, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla manifestazione veronese.

Ecco, è questa manifestazione, questa roba qua, che si fregia del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quando sono iniziate a tempestare su Palazzo Chigi proteste da ogni parte per questo incredibile viatico, il premier Conte ha praticamente fatto sapere di non saperne niente (“non esistono i presupposti”) e le agenzie di stampa martedì scorso hanno scritto che “fonti del governo” (Ansa) assicuravano che era stato revocato l’uso del logo di Palazzo Chigi. Al momento in cui scriviamo, però, il logo della Presidenza del Consiglio è ancora in bella vista nella home page dell’iniziativa…

Del resto dal ministero della famiglia smentiscono che Conte si tiri indietro: “Non risulta alcuna richiesta di revoca del patrocinio al World Congress of families di Verona. È spiacevole che questa notizia emerga mentre il ministro Lorenzo Fontana e il dipartimento Famiglia sono in viaggio per New York per un evento all’Onu sul tema della conciliazione dei tempi famiglia-lavoro”. (Che poi anche questo – che Fontana rappresenti le donne all’Onu – fa venire i capelli ritti in testa).

Se il logo di Palazzo Chigi è strattonato tra il si e il no, campeggiano invece in bella vista quelli della Provincia di Verona e della Regione Veneto (anche se pure Luca Zaia ora prende le distanze: “Chi ha intenzione di fare del Congresso mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Verona un simposio dell’omofobia avrà la mia totale condanna. Al momento non abbiamo carte che vanno in questa direzione”).

Il ministro Lorenzo Fontana

Contro questa prova muscolare contro i diritti delle donne e delle famiglie, di tutti i colori – perché di questo si tratta – è ormai da tempo che è partito il tam-tam tra chi i diritti civili, quelli veri, li vuole proteggere: Valeria Fedeli (Pd) e Emma Bonino (+Europa) solo qualche giorno fa ne hanno parlato in una conferenza stampa di cui abbiamo dato conto (http://www.strisciarossa.it/le-leggi-di-pillon-alfiere-del-medioevo-dei-diritti/), insieme a Grasso e Boldrini (Leu) e altri parlamentari d’opposizione.

C’è stata una lettera firmata dai senatori d’opposizione.

Gira (vorticosamente) sui social un appello firmato dalle associazioni che di diritti si occupano (l’elenco è lungo: Agedo, Anpi, ArciArcigayAssociazione Lesbica Femminista Italiana: ALFI NazionaleAssociazione Luca Coscioni‎, Associazione Radicale Certi DirittiChiesa Pastafariana ItalianaCircolo di Cultura Omosessuale Mario MieliCoordinamento Torino PrideDifferenza DonnaEdgeFamiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessualiGayNETI sentinelli di MilanoIPPFENLink Coordinamento universitarioRadio SianiRebel NetworkRete della ConoscenzaRete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTIUaarUfficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale e Unione degli Studenti). I radicali hanno annunciato che terranno a Verona la loro assemblea a fine mese.

E già si annunciano due manifestazioni in città nei giorni del Congresso…

Certo che questo governo ha interesse per i diritti civili. Li vuole mandare al macero.

 

 

 

 

 

 

 


Sito Ufficiale