Loano, le botteghe possono chiudere? Supermercato, lavoro, finanziamenti europei


Quante volte abbiamo letto ‘annunci’ del tipo: “Basta supermercati, dobbiamo tutelare soprattutto i centri storici dai supermercati e dall’invasione di bazar e spacci”. Chissenefrega dei proclami, magari martellanti negli appelli elettorali, anche nella docile Loano si può dimenticare o far finta di niente. L’11 ottobre scorso trucioli titolava: “Loano, Babbo Natale ed il supermercato Arimondo da 450 mq. nel centro storico” ( vedi…..).  Non avevamo dubbi, tutti taciturni dalla maggioranza consiliare alla minoranza finalmente coesa. Nessun ha fiatato neppure da Confcommercio e Confesercenti. Abbiamo fatto bene a non alzare barricate ? E dopo che il ‘piatto’ è servito. Chissà se qualche dotto loanese si sarà premurato di sapere cosa potrebbe accadere in una cittadina turistica quando nel centro storico e commerciale apre un ‘colosso’. L’abbiamo chiesto da volontari ad un centro studi e statistiche che opera anche in Liguria.

L’accesso al parcheggio multipiano del supermercato Arimondo da corso Europa e Giardini Donatori di Sangue

Una nostra prima considerazione e qualche interrogativo. Preferiamo da sempre ascoltare ed imparare. Nessuna supponenza da esibire. Responso tecnico e socio economico. In tutte le città, grandi e piccole che siano, nel perimetro più frequentato ed affollato, non è opportuna la presenza di supermercati o grandi magazzini . Sia per il traffico urbano che determinano (non parliamo ovvio di centri commerciali nelle metropoli), sia perché le località caratterizzate da centro storico rischiano di essere snaturate, perdere l’apple che li caratterizza,  crea fascino, calore e richiamo, consente di tenere vivo il rapporto umano commerciante – consumatore. Sottrae, nel tempo, quella professionalità, punto di forza di molti piccoli imprenditori. Fa perdere spirito di iniziativa e presenze familiari che si tramandano l’attività di padre in figlio, a volte perfino generazioni. Ma anche tra gli acquirenti abituali: “In questo negozio veniva già mia mamma, mia nonna…..”. Altro aspetto, la possibilità che i ‘muri’ perdano valore e a rischio chiusure a catena. Se manca la richiesta, se chi azzarda o cerca di resistere non riesce a pagare affitto e spese, non bisogna essere esperti per trarre conclusioni. Ci sono esempi significativi, senza andare lontano. Borghetto e Ceriale pur nel loro  diversità e accomunate.

Seconda considerazione, ma a questo punto entrano in campo valutazioni personali anche se suffragate da altre realtà similari. E’ un gravissimo errore incentivare di fatto ulteriore traffico urbano sotto l’Aurelia, altro carico veicolare lungo corso Europa e le arterie sottostanti la statale. Già ora si verifica che a fronte di un tratto di Aurelia, di due, tre chilometri, tra i più intasati del ponente – 19 passaggi pedonali, 4 passaggi a livello centrali, il forte afflusso pedonale da monte verso lungomare e spiagge, il ‘salotto’ centro storico – ci sia un rallentamento mostruoso nei due sensi di marcia. Aggravato nel giorno del mercato settimanale e dall’obiettiva carenza di una costante e capillare prevenzione e repressione a sosta selvaggia. Con le fermate degli autobus sistematicamente occupate da veicoli, bus che  si bloccano in centro strada per far salire e scendere i passeggeri. Aurelia, ancora in zona centrale, su cui si scarica non solo la popolosa zona a monte,  anche Boissano ormai turistica e la frazione Verzi. E non può sfuggire neanche che quando la vecchia statale è intasata, si procede a passo di lumaca. E sia da levante, sia da ponente si percorre l’itinerario  alternativo che porta in corso Europa e viceversa si procede sul lungomare. Creando altro caos e paralisi soprattutto nei mesi estivi, week end più affollati, giorni festivi.

La nostra è una umile voce solitaria o minoritaria. Come già dai primi anni ’70, non ci siamo stancati di invocare l’Aurelia bis, inizialmente pareva prevista nello strumento urbanistico anche in considerazione che Borgio, Pietra, Borghetto avevano a loro volta previsto o realizzato parzialmente il tracciato e una zona di rispetto. Loano, nel silenzio tombale, ha voltato le spalle, ignorato (vedi la rassegna stampa) l’esigenza di dotare la città di un’alternativa capace di alleviare il volume veicolare sull’Aurelia ormai ridotta a via cittadina, tra parcheggi, passi carrai, spazi per dehor, rotatorie, incroci. Tutto sommato ci poteva stare, ma prevedendo la ‘deviazione’ , circonvallazione a monte, vedi Spotorno, Albenga.  E molti sapranno cosa succede quando per incidente chiuse l’Autostrada, con il traffico deviato sull’Aurelia e quasi mai scatta la simultanea presenza di vigili urbani che un tempo aveva come primo compito di ‘presidiare’ traffico e semafori sulla statale, oggi si vedono solamente in servizio di postazione per controllare che il veicolo in transito sia in regola col bollo, assicurazione, revisione. Utile ovviamente, purché siano garantite altre priorità.

Terza considerazione di carattere ambientale, qualità di vita, turismo sostenibile. Nessuno potrà smentire che pur in presenza di vento o brezza di mare, senza foschia, senza industrie, le polveri sottili del traffico – in mancanza di centraline non conosciamo i dati –  sono un pericoloso o temibile inquinante. Se qualcuno conosce un medico specialista degno di questo nome, chieda lumi.

Il nostro dovere di cronisti è informare i cittadini che ritengono di tenersi informati, ci ha portato in più casi ad ascoltare medici. Testimoni di ‘polveri’ nerastre, simili a caligine, sui terrazzi, davanzali. E’ la combustione dei motori che percorrono l’Aurelia, e non solo a Loano ovviamente, piuttosto che a Noli, Finale o Alassio. Una fonte inquinante causa di infezioni bronchiali, polmonari, prodromico ad enfisemi. Non ci azzardiamo a sostenere, da profani, il nesso di causalità per patologie più gravi. In particolare in soggetti deboli per età o già portatori di malattie cardiovascolari. Lascia basiti vedere proprio sull’Aurelia attività quali frutta e verdura esposta all’esterno (peraltro una legge nazionale lo vieta, come il dr. Luciano Locci, compianto collaboratore di questo blog, già presidente Usl e del San Paolo, andava scrivendo, persino con diffide al sindaco di Savona), ma ci sono pure tavoli di bar, dehor, gente seduta a fare lo spuntino o la colazione del mattino. Seduti e rilassati a respirare aria sprigionata da miglia di marmitte.

In che condizioni ? Leggiamo il responso della comunità scientifica:”….nel calcolo è possibile utilizzare i più recenti fattori d’emissione legati ai comuni macroinquinanti (NOx, CO, SO2, …), alle polveri fini (PM10, PM2.5), al benzene, agli IPA, ai metalli pesanti ed ai gas serra (CO2, CH4) emessi dal traffico veicolare”. Quanti veicoli transitano mediamente ogni giorno sull’Aurelia ? Un tempo Anas, Provincia, Comuni rendevano noti i dati, i confronti. Ora chi li conosce farebbe un’opera buona a renderli noti. E quanti veicoli attraversano giornalmente e mediamente il senso unico di corso Europa ? Cosa comporterà, nel volume di traffico cittadino, il nuovo supermercato Arimondo, appositamente dotato di ‘adeguati parcheggi’ richiesti peraltro dal Comune e dalla Regione Liguria nel volume di traffico cittadino ?

Il fatto che interrogativi e criticità, sia nel tessuto commerciale, sia ambientale e salutistico, fattore di vita e in un centro turistico, non abbiano sollevato dubbi e consapevolezza, potrebbe significare che siamo dei visionari, dalla parte sbagliata, maestri di allarmismo. E dal momento che i nostri amministratori promossi ed eletti dai cittadini, i rappresentanti di categoria, non sembrano affatto preoccupati. Non devono neanche disinnescare alcun malessere presente o potenziale. In sintonia di consenso con la politica di destra e sinistra, di ogni classe sociale.

La discarica o la fogna di Facebook, come indicano pure scrittori, giornalisti e sociologi, si scatena su topi, acqua ‘cattiva’ in certi periodi,  microcriminalità e verde pubblico, casetta dell’acqua, immondizia e Nimbalto, manifestazioni, tutti temi interessanti beninteso, ma non è il caso di occuparsi di supermercati, di redigere mappe di fattori inquinanti, prevenire, tutela la salute. Loano e il suo biglietto da visita. La distrazione di massa, ieri come oggi, funziona a dovere ? Peraltro fonti di Palazzo Doria assicurano che l’aspetto nuovo supermercato – traffico urbano è stato attentamente vagliato dal massimo esperto  di viabilità ed ufficio tecnico giungendo alla conclusione che non ci saranno ricadute significative  e saranno adottati tutti gli interventi utili. Meglio così, noi non abbiamo queste certezze, né preparazione del gatto che acchiappa il topo.

Per carità non ci sogniamo di invocare la manipolazione dell’opinione pubblica, forse si contano sulla dita di una mano, a Loano, chi ha stazza e dimestichezza  da ‘santone’. Escludiamo, a priori, chi finora è stato capace di perdere tutte le competizioni elettorali comunali. E non vogliamo neppure sostenere che chi ha vinto sia dotato di capacità, intuizioni, sistemi di penetrazione social o potere stile Putin (personaggio benvisto anche dai politici leghisti nazionali, almeno ad ascoltare dichiarazioni in tv e sui media), oppure alla Erdogan, alla Orban, alla Pinochet, Castro, mentre dalle Americhe  dei diritti civili si fa strada il modello Donald John Trump. Populismo e sovranismo che affascina il popolo, il popolino.

Siamo davvero più modesti e ci limitiamo, nel nostro piccolo, a descrivere, svelare, ai pochi lettori quanto sosteniamo e documentiamo con tanti limiti. Ormai siamo allenati all’emarginazione al punto che non si ricevono rettifiche, smentite, menchemeno querele se il caso.

Ben vengano, a Loano, gli imprenditori ‘foresti’ capace di mettere alla prova i nostri piccoli commercianti, o una famiglia saldamente loanese dei supermercati in città ed una presenza ad Albenga. Poco importa, parrebbe, se i loro guadagni restano in loco; i concorrenti offrono posti di lavoro ai giovani e forse nuovi impulsi di sviluppo per artigiani, professionisti (avvocati e commercialisti, ingegneri, architetti, geometri), tutti festosamente appagati dal miraggio di nuovo benessere. Ecco forse spiegato quel diffuso silenzio che paga. Perché non accennare a quella politica che ha creato le condizioni, l’humus della chiusura di decine di hotel, non solo piccole pensioni. Con alcune centinaia di posti di lavoro e ora l’alternativa sono le agenzie immobiliari, seconde per numero solo a bar, pizzerie e ristoranti. Mediatori che hanno tutti i sacrosanti diritti di esistere e moltiplicarsi. Ognuno merita ciò che ha saputo creare. La trasformazioni di alberghi in palazzi, da anni, non fa più notizia sui media locali più apprezzati e seguiti. Da tempo siamo rimasti in due gatti a considerare la perdita di ricettività e concorrenza alberghiera una sciagura inquietante. A nostra avviso drammatica per le future generazioni di giovani e delle famiglie.

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E per i tanti o pochi nemici dell’Unione Europea dei nostri padri concludiamo riportando che il ‘Progetto Arimondo Sviluppo’ beneficia di cofinanziamento  dell’Europa – Fondo europeo di sviluppo regionale, obiettivo investimenti in favore della crescita e dell’occupazione. Programma operativo regionale 2014- 20020 asse 3 ‘competitività delle imprese‘. Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e bene intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. “L’obiettivo del progetto – spiega il Gruppo Arimondo di Imperia – è aumentare la propria copertura del territorio mantenendo per ciascun punto di vendita i livelli di redditività degli attuali negozi. Per questo fi ne l’azienda pone particolare attenzione alla location dei punti di vendita, elemento chiave di ciascun nuovo progetto di apertura”.

L’assessore  Enrica Rocca commercialista

Potrebbe essere la chiave di lettura del ‘grande ombrello’ che avvolge il nuovo

Il capogruppo Paolo Gervasi commercialista

supermercato da 450 mq. in centro storico ? Nel parlamentino  loanese figurano eminenti commercialisti di esperienza, che più di noi hanno il polso della situazione commerciale della città, dal centro alla periferia: l’assessore dr.sa Enrica Rocca, delega a Politiche finanziarie, programmazione economica, patrimonio e polizia locale (in altre epoca si diceva  assessore al Commercio); il dr.Paolo Gervasi, capogruppo e candidato sindaco. E non si dica che a Loano non muove foglia senza che il ‘ grande fratello’ non voglia. Né lui, né gli altri hanno motivo di temere il piccolo e nero trucioli, orfano di protettori, finanziatori e santini. Il precedente servizio sull’Arimondo Group sbarcato Loano, da Babbo Natale, ha avuto, ad oggi, 550 lettori, parrebbe tutti imperiesi. Purtroppo ! Sogni d’oro a tutti.

Luciano Corrado

 

 


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