Lo scienziato che con un bacio sconfisse la cultura della paura


Fernando Aiuti se n’è andato. Un altro tra i pionieri della lotta all’AIDS nel nostro Paese che scompare dopo Mauro Moroni, Ferdinando Dianzani, Giovan Battista Rossi. L’immunologo di 83 anni è morto al policlinico Gemelli in seguito a “complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacente il reparto di degenza”. Aiuti era ricoverato nell’ospedale per una grave cardiopatia ischemica, ora si indaga sull’ipotesi di suicidio.

Molti lo ricordano in uno scatto che fece il giro del mondo e che lo ritraeva unito in un bacio appassionato con una donna allora poco più che ventenne, attivista per la lotta all’AIDS. Quel bacio fu più efficace di qualsiasi articolo scientifico, disse Aiuti in un documentario del 2010 (+ o – Il sesso confuso di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli). Era il primo dicembre del 1991 quando Aiuti e Rosaria Jardino, positiva all’HIV, durante un convegno sull’AIDS, si baciarono pubblicamente sulla bocca. La foto che li ritraeva nel momento in cui le loro labbra si univano fece il giro del mondo. I due volevano dimostrare che tramite la saliva che si scambia in un bacio non era possibile contrarre l’infezione, diversamente da quanto credevano ostinatamente molte persone in quegli anni. Alla fine degli anni Ottanta –  chi non è giovanissimo se lo ricorderà – si era diffusa la psicosi di potersi contagiare con HIV non solo attraverso il bacio, ma anche con bicchieri e posate, tanto che alcuni bar avevano cominciato a servire il caffè in tazzine monouso. A poco valevano le rassicurazioni degli scienziati. Aiuti e Iardino la sera prima a cena decisero di tentare un’altra strada comunicativa. E riuscirono nel loro intento.

Aiuti all’epoca era già un immunologo famoso con diverse pubblicazioni nel suo settore di ricerca. Ma era anche un attivista. Forse il primo medico attivista in Italia, come afferma Stefano Vella, direttore del Centro di Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel 1985, infatti, fu tra i fondatori dell’ANLAIDS, l’Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS, nata dal lavoro di un gruppo d ricercatori, medici, giornalisti, attivisti e membri della società civile per fermare la diffusione dell’HIV.

Fu nel suo laboratorio che si eseguirono le prime diagnosi sierologiche della malattie e grazie a lui si organizzò il primo grande convegno italiano dedicato all’infezione da HIV nel 1987 a Roma.

Fernando Aiuti era professore ordinario di Medicina Interna, direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, nonché coordinatore del Dottorato di Ricerche in Scienze delle Terapie Immunologiche dell’Università “Sapienza” di Roma. Nel 2010 era stato nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione e Ricerca Scientifica, su proposta del Senato Accademico, professore emerito a vita. La sua passione e la sua voglia di  impegno lo portarono anche a una breve parentesi politica: fu eletto nel 2008 come capolista del PdL al Campidoglio, e poi si ricandidò nel 2013, sempre con Gianni Alemanno, ma non venne eletto.

Ma la sua forza principale probabilmente la metteva nella difesa dei diritti, contro lo stigma e nella battaglia per una informazione corretta. Non a caso, un anno dopo il famoso bacio, in occasione della richiesta da parte di qualcuno di un test obbligatorio all’asilo, disse all’agenzia di stampa ADN Kronos che quel bacio “e’ servito a togliere dubbi a molte persone, ma non a tutti, visto che esistono ancora questi episodi di non conoscenza del problema”. E aggiunse: ”Ci sono ancora delle sacche di resistenza nel nostro Paese, in cui le campagne informative del ministero, non faranno mai presa. La campagna di informazione, può infatti arrivare fino ad un certo punto, ma l’unica soluzione è fare conferenze nelle scuole, per i genitori, per gli insegnanti. Occorre far invitare i medici nelle scuole, perché si parli del problema”. Un appello che sembra attualissimo, oggi che le nuove diagnosi di infezione da HIV sono ancora intorno ai 4.000 casi all’anno, stabili da alcuni anni, e che di AIDS si parla molto poco.

 


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