La storia come antidoto al razzismo


Tra i mille appuntamenti della diciassettesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi”, che si tiene a Roma, spiccano i temi che riguardano la storia, la memoria, i razzismi e i diritti umani. Scrittori per adulti e bambini si interrogano sulla dimensione etica della convivenza, sull’intangibilità dei diritti universali, sui tempi oscuri in cui viviamo (l’America di Trump, l’Italia di Salvini e Di Maio) e sull’insegnamento disatteso della Storia. Uno sguardo all’oggi, uno al domani e uno al passato è quanto offre il meglio della produzione editoriale. Ed ecco “I confini” nel libro per piccoli di Michela Tonelli e Antonella Veracchi o la Siria degli orfani nel libro di Francesca Mannocchi e dell’illustratrice Diala Brisly “Se chiudo gli occhi… La guerra in Siria nella voce dei bambini”, edito da Round Robin.


Non tutto ciò che la letteratura e la saggistica di oggi producono sul tema della storia e dei diritti dell’uomo è presente in Fiera. Non lo sono i libri delle maggiori case editrici come “Scolpitelo nel vostro cuore” di Liliana Segre perché “Più libri più liberi” è espressamente dedicato al comparto degli “indipendenti” piccoli e medi.
Nel bel libro edito da Piemme, la senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, ripercorre la sua vita di ebrea perseguitata, in un dialogo con i ragazzi di oggi: l’infanzia, la fuga durante la guerra, la deportazione, la lotta per la sopravvivenza, il futuro che torna. Una storia – come racconta Liliana Segre – che nonostante le atrocità “finisce bene”. Ma il suo scrivere per i ragazzi non è solo per ricordare e testimoniare. E’ per guardare all’oggi e al domani.

Lo riassume bene Daniela Palumbo, preziosa curatrice del libro di Liliana Segre, nell’introduzione. “La memoria di Liliana – scrive – cerca il suo approdo nel presente. Le sue parole lo svelano: racconta di se stessa in guerra come una profuga, una clandestina, una rifugiata, una schiava lavoratrice. Usa espressioni della nostra contemporaneità affinché la testimonianza del passato sia un ponte che parla all’oggi. Qui e ora. E, interrogando il presente, Liliana indica quel futuro che solo i ragazzi in ascolto potranno, senza indifferenza e senza odio, disegnare, inventare, affermare”. Sta qui il valore profondo di libri come questo. Sta nel loro essere i migliori antidoti al razzismo e all’odio imperante, sta nella loro capacità di costruire cittadini del domani in un’Italia non salviniana, in un paese che accoglie “l’altro” come una risorsa e non come un nemico.


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