Il peggio deve venire L’alternativa va preparata subito


Ciascuno di noi avrà notato come nella società italiana si stiano moltiplicando i piccoli segnali di ripresa di sinistra e soprattutto delle critiche al governo. Si è passati dalla atonia post voto a questi cenni di reazione. Ancora poca cosa. Anzi direi che dobbiamo stupirci su come possa accadere a una società che è sempre stata assai reattiva negli trascorsi di mostrarsi, oggi,  così silenziosa e impaurita di fronte ai pericoli di queste ore. Credo che molti, ma forse non tutti, avvertano come la posta in gioco non sia chi vince o chi perde fra i due al governo e i commissari europei, ma sia il destino stesso dell’Italia, la sua collocazione internazionale, la sua credibilità e soprattutto il nostro diritto di vivere.

L’Italia, invece, non reagisce come dovrebbe e si chiude in uno strano silenzio che fa pensare a diverse motivazioni. La prima è che molti credano che siamo di fronte a una di quelle finte guerre e che poi tutto si aggiusta, altri penseranno che lo scontro con l’Europa sia necessario e anzi sono convinti che ne verrà solo del bene per il nostro paese, altri ancora si consoleranno dicendo che è tutta colpa di Renzi.

Ma secondo me c’è una parte prevalente che sta incubando una incazzatura che prima o poi esploderà. Potrà esplodere contro i dilettanti allo sbaraglio di palazzo Chigi o ancora una volta contro tutti preparando il terreno per nuove avventure politiche. Perché una cosa deve essere chiara: la china presa dalla destra sovranista e populista è inarrestabile, non si fermerà davanti a niente, travolgerà tutto con una forza distruttiva autoprodotta.

E’ in questo clima che possono maturare altre avventure. E’ in questo clima che il dibattito a sinistra si sta rivelando inadeguato. Persino la sfida per la segreteria del Pd appare una scelta lussuosa inadeguata ai tempi.

La mia convinzione, più volte ribadita, è che tenere sotto tensione un paese intero per molto tempo con la minaccia di tenerlo per sempre, alla fine produrrà una crisi di rigetto verso questa maggioranza che ha preso forza dal voto del 4 marzo. Tuttavia prima di quello sbocco è probabile che agli italiani saranno riservate molte sofferenze, che saranno spinti a nuove divisioni, che si affaccerà il mostro del nemico interno che non si accontenterà più del clandestino ma mirerà a minoranze politiche ed etniche.

Mi chiedo: siamo attrezzati per questo passaggio cruciale? Temo proprio di no. Esattamente come negli anni Venti. Invece servirebbe rimettere in campo quello spirito nazionale e unitario che mise assieme le forze della resistenza negli anni finali della seconda guerra mondiale. E’ soprattutto una necessità morale. Comincio a temere che a chi sta al governo sia scappata la frizione. Si sono presi sul serio e si crogiolano degli elogi della destra mondiale e di mister Bannon.

E’ inutile illudersi di poterli dividere. E’ inutile cercare un sovranismo democratico o il grillismo di sinistra. Non esistono. E’ tempo di creare un’alternativa. Qui e ora.


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