Arriveranno dall’UE i soldi per i rifugiati tagliati da Salvini


Il governo Salvini-Di Maio-Conte con il cosiddetto decreto sicurezza taglia i fondi ai Comuni che gestiscono lo Sprar? Non è un problema: i soldi arriveranno dall’Unione europea. Il parlamento europeo infatti ha approvato a larga maggioranza un emendamento al bilancio comunitario in discussione in questi giorni che prevede proprio questo. A presentare l’emendamento è stato il relatore stesso del documento finanziario in Commissione Bilancio, l’eurodeputato del gruppo socialista Daniele Viotti, eletto nelle liste del PD. La sua proposta ha raccolto i voti del gruppo Socialisti e Democratici, della sinistra, dei Verdi e anche di larghi settori dei gruppi liberale e popolare.

Daniele Viotti

L’emendamento “anti-Salvini” è stato reso possibile dal fatto che una quota (circa il 20%) dei fondi stanziati nel bilancio dell’Unione può essere assegnata in modo diretto ai beneficiari, a differenza dei fondi cosiddetti indiretti (regionale, sociale e agricolo) che debbono invece passare per le autorità di spesa dei singoli stati. I soldi europei per l’assistenza e l’integrazione dei rifugiati, insomma, potranno essere erogati direttamente ai Comuni o alle Regioni bypassando l’amministrazione centrale di Roma cui fino ad oggi era stato attribuito il potere di chiedere l’erogazione e, soprattutto, di gestire i soldi che arrivavano. L’abolizione di questo potere vale quindi come una chiara bocciatura politica dell’attuale governo italiano da parte della grande maggioranza del Parlamento europeo.

È quanto ha tenuto a sottolineare il relatore Viotti: “Finora i fondi per lo Sprar venivano richiesti dagli Stati, ma visto che Salvini vuole abolire la protezione, cosa che considero incostituzionale, diamo la possibilità alle Regioni e ai Comuni di chiedere direttamente le risorse per i progetti specifici”.

Si tratta di risorse davvero importanti quelle che arriveranno da Bruxelles. In un solo mese, il luglio di quest’anno, lo Sprar ha finanziato in Italia 877 progetti in circa 1200 comuni che hanno accolto 35.881 migranti. Tra questi 3.500 minori non accompagnati e 734 persone con disagio mentale o disabilità. Un patrimonio di assistenza e integrazione che il decreto Salvini vuole spazzare via e che potrà essere salvato dall’Europa.


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